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LETTERE di DOM ADRIEN GRÉA
Si è ritenuto opportuno fornire ai nostri amici e lettori una fonte del pensiero di dom Gréa non facilmente raggiungibile e consultabile: alcune delle sue numerose lettere. Lettere conservate negli archivi della Congregazione dei Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione in via Federico Torre a Roma e fino ad oggi non rese pubbliche, salvo stralci in scritti o opere di suoi studiosi e ammiratori.
Il biografo di dom Gréa, mons. Félix Vernet, professore al Gran Seminario di Valence e alla Facoltà Cattolica di Lyon, così scrive riguardo alle sue numerose lettere : " abbiamo avuto tra le mani circa 840 lettere dom Gréa: lettere alla famiglia religiosa, a dom Delaroche, a dom Blin, a dom Casimir, a dom Desrosiers, a dom Duval (126), ecc. al canonico Grévy, all'abate Raymond Bouvet (81), a mons. Bellet (65), a André Pidoux de la Maduère, ecc, … queste ci permettono di entrare nell'intimo di dom Gréa. Dalle stesse emerge una autobiografia che altre fonti non potrebbero fornirci".
Nella traduzione si è cercato di conservare, per quanto possibile, l'immediatezza e la freschezza dello stile epistolare dell'autore, per farne risaltare meglio la sua non comune versatilità e il suo stile lineare e comunicativo, il suo singolare stile di vita oltre la sua facilità di relazionarsi agli altri.
Unico criterio di scelta per la pubblicazione -
Lettera alla comunità nascente di S. Claude Roma aprile 1869
Padre Samuel
caro fratel Louis
miei amati fratelli
Siano rese grazie a Dio e ai suoi angeli per il buon viaggio. Vi abbraccio e vi benedico. Osservate la Regola con fedeltà incrollabile; e servite Dio con generosità, zelo, e amore per tutti i benefici di cui ha voluto colmarvi. Per voi, fratel Leon e per tutta la Comunità, questa mattina ho celebrato il Santo Sacrificio sulla tomba di S. Leone Magno. Ho pregato Dio perché pieni dell'amore di Gesù Cristo, possiate superare ogni ostacolo. Siate in pace con Dio, amatevi teneramente gli uni gli altri e gareggiate nel progredire tutti sulla via della perfezione. Non vi sia tra voi né emulazione né sentimenti di disprezzo o di collera, ma solo rendimento di grazie a Dio; le vostre bocche, santificate dalla lode, siano pure come quelle degli angeli; non formulino mormorazioni, né parlino per vana gloria, ma solo facciano risuonare parole di pace, di carità e di gioia.
Oggi o domani mi recherò a S. Paolo per affidarvi alle preghiere di quei bravi religiosi . Portandovi nel cuore farò visita ai Santi che sono in questa nobile città di Roma, e che qui, sepolti nelle chiese, sono in attesa della gloria eterna.
Addio, cari ragazzi, è vicino il mese dedicato alla nostra Mamma, vivetelo santamente e ricordatevi di me nelle preghiere, che presto possa ritornare tra voi.
Adrien Gréa
vic.gen.
P.S.: se [nome difficile da decifrare, con tutta probabilità qualcuno della cerchia degli amici], che deve venire a Roma non è ancora partito ditegli di portarmi (conosco la sua estrema gentilezza) dei ricordini a buon mercato (piccoli rosari di osso, o di "coco", contenitori per rosari), che siano di poco valore, per regalarli ai ragazzi.
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24 dicembre 1869
(sopra a sinistra della data):
ben sapete che vi porto con me ogni giorno.
Quando mi sarà concesso di ritornare tra voi?
Pregate che avvenga al più presto.
Noi stiamo tutti bene.
Cari ragazzi,
La bella festa del Natale ci trova uniti. Penso a voi davanti a Dio, e a Lui chiedo di riversare dal presepio nelle vostre anime ogni bene. Questo dipenderà dalla vostra degna preparazione ad una solennità così grande. Prestate ascolto, cari ragazzi, a Gesù bambino nella sua mangiatoia; del vostro amore fatene una corona e della vostra generosità un servizio. Fategli offerta totale delle vostre vite, nulla riservatevi, pregateLo affinché accetti e gradisca l'offerta dei vostri cuori.
A Roma, tra le tombe dei Santi, davanti alla porta della grande assemblea della Santa Chiesa, mi rendo conto quanto Dio abbia bisogno della santità dei suoi servitori per la salvezza del mondo. Chiama a sé le anime che sceglie e la vostra santa vocazione è il dono più prezioso che vi abbia fatto. Questo dono e questo tesoro è messo nelle vostre debole mani; lo portate in un fragile vaso. Vegliate vicino a Gesù insieme ai pastori di Bethleem, affinché questa benedetta mangiatoia sia per voi sorgente di coraggio, di magnanimità d'animo, di purezza, di santificazione. Anche se lontano con voi tuttavia celebrerò questa mirabile notte di Natale, e con il cuore sono a voi vicino.
Miei cari ragazzi, che questo tempo di Natale sia per voi tra tutti i tempi un tempo santo . Questo vi dicevo quando ero tra voi. Delego gli angeli santi di suscitare nei vostri cuori quanto ancora avrei desiderio di dirvi.
Raccomando ai miei fratelli del noviziato e ai professi una grande e reciproca carità, un profondo spirito di preghiera e di silenzio. Il mio buon Louis sia per loro modello in ciò che devono fare.
Raccomando ai miei piccoli fratelli la docilità, la semplicità, la cordialità, e soprattutto la fedeltà al dolce e tenero Gesù.
Addio, miei ragazzi, vi benedico.
Adrien Gréa
p.s.
non posso porre termine a questa mia lettera senza prima porgere i miei più affettuosi e sinceri auguri ai miei cari professori e ragazzi Jules, Théophile, Hilaire,… loro degno collega. Sono colpito dalla loro generosa dedizione più di quanto possa dirlo ed esprimerlo.
Desidero inoltre, in attesa di poter loro scrivere, esprimere la mia riconoscenza al venerabile mons. Guillaumme , un padre per voi tutti, all'arciprete che nei prossimi giorni ringrazierò per i suoi benefici, al degno mons. Cancelliere, che ci raggiungerà, come lo spero.
Addio mie ragazzi, addio, caro padre Samuel.
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Quaresima 1870
(sopra a sinistra della data):
benedico i miei piccoli fratelli e raccomando loro
zelo nel servizio di Dio durante questo tempo santo.
Non lo dimentichino mai e superino le piccole ripugnanze
e pigrizie della natura con la generosità del loro amore.
Cari ragazzi,
una parola soltanto. Sento che la quaresima mi avvicina a voi, e mentre vivo questi riti sacri del periodo che ci prepara alle feste di Pasqua, provo la sensazione dell'approssimarsi del momento in cui mi sarete restituiti.
Chiedo a Dio abbondanti grazie per voi in questa quaresima. Voglio soprattutto che sia un tempo segnato dall'obbedienza, l'affabilità, la pace nella comunità e nei cuori crescendo nella carità.
Cari ragazzi! Quale grazia Dio vi ha fatto accogliendovi nel segreto della sua casa! Sono certo che Dio benedice questa nostra comunità, e che la farà crescere per la sua gloria e la nostra salvezza, se voi sarete fedeli e sereni nell'adempimento della sua volontà, se voi rimanete fortemente uniti all'istituto nel quale Dio vi ha aperto la strada per la vostra santificazione.
A causa della vostra età tutti avete bisogno di moderazione nell'osservanza della Regola, quanto alle pratiche proprie di questo tempo. Vi raccomando in questo di farvi guidare dal buon p. Louis, che vi concederà ogni dispensa che riterrà necessaria; supplendo in quello che non potete fare con il fervore del vostro cuore, e i vostri santi propositi, e il coretto vostro agire.
Addio, cari ragazzi. Vi benedico.
In Xto
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Roma giugno 1870
Caro fratel Louis ,
non è il caso di tardare ulteriormente nell'inviarvi mie nuove; sono buone, anche se provo tristezza per il fatto di essere lontano da voi.
Ho molto sofferto nel venire a conoscenza delle piccole prove che la comunità ha dovuto subire nelle persone dei nostri fratelli. E' cosa buona, e Dio lo permette per la nostra salvezza. Le indisposizione corporali giovano all'umiltà dell'anima, e ci mantengono ben disposti ad abbandonarci alla volontà di Dio. Ma non devono abbattere il nostro coraggio e la nostra costanza e scoraggiarci riguardo alla nostra vocazione.
Abbiamo visto delle comunità iniziare con spaventose mortalità e poi riempire il mondo con la loro meravigliosa fecondità. Così ebbe inizio Citeaux. Dobbiamo anzi ringraziare Dio per averci risparmiato per lunghi anni, e non dobbiamo credere che entriamo in comunità per sottrarci alle comuni malattie e alla morte.
Siamo perseveranti nella pietà e nella religione e quando per discrezione dobbiamo ricorrere a dei lenitivi che la debolezza della natura richiede, è necessario che i fratelli si abbandonino senza tristezza né affievolimento di volontà e di spirito alla condotta dei superiori.
Ieri vi ho ricordato p. Louis, mio piccolo fratello Louis insieme a tutti i fratelli sulla tomba del gran S. Luigi Gonzaga e siccome per quel giorno solo i cardinali e i vescovi avevano l'autorizzazione di celebrarvi, io ho celebrato per i miei ragazzi sulla tomba di S. Stanislao Kostka figlio spirituale di S. Luigi.
Addio mio caro e buon fratello, saluti affettuosi a p. Samuel, e all'abate Jules, Théophile, Hippolyte, ai ragazzi tutti, ai fratelli tutti che benedico.
Adrien G.
Dal momento in cui riceverete questa lettera inizierò a celebrare dieci messe basse tra quelle che avete ricevuto dal segretariato .
Khalil vi invia una piccola immagine. Vi aspettano ancora delle belle e grandi festività, il Sacro Cuore e i Ss. Pietro e Paolo.