CANONICI REGOLARI I. C.

Vai ai contenuti

Menu principale:

a A. Blin

lettere del Gréa

Ave Maria        19 novembre 1895

Mio caro padre  (dom Arsène Blin),
una parola in gran fretta. (ohimè! Quando non sono preso dalla fretta!) D. Constant sarà da voi a Chenens lunedì prossimo alle nove di sera. Porterà con sé il piccolo fr. Eugène Dumoulin che sono molto contento di allontanare dal suo paese e dai suoi genitori. È un bravo ragazzo ma molto infantile. Riguardo alla questione Grosley, potete riferire al signor Curato che sono molto dispiaciuto di non potervi dare il permesso per quel servizio di due mesi. Voi avete sei mese da celebrare ogni domenica: non posso permettere una nuova incombenza. Chiedetegli scusa per me come per voi per il fatto che non posso ulteriormente sovraccaricarvi.
Scrivo due biglietti a dom Charles (D.) e a dom Jacques (G.) al primo per metterlo al corrente del sacerdozio, al secondo per ritardarne la partenza. Forse vi manderò anche dom Benoit per darvi un po’ di sollievo, dovendo dom Charles venire qui per la preparazione al sacerdozio.
Ecco, caro figlio, le notizie che dom Constant amplierà; l’altro ieri ha fatto la vestizione di due sacerdoti e dopodomani sarà la volta di due ragazzi. Pregate per noi. Sapete quanto vi amo in Gesù e vi benedico unitamente a tutto il priorato.

p.s. dom Benoit è un cattivo insegnante, ma un infaticabile camminatore, e potrà esservi di grande aiuto, essendo molto generoso. Mi auguro tra non molto di potervi far visita.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


Ave Maria         ………1895

Carissimo figlio, (dom Arsène Blin)
Di cuore vi ringrazio per le vostre interessanti lettere; con gioia accoglieremo il postulante converso: siete al corrente di quanto ne abbiamo bisogno. Vi invio il piccolo fr. Eugène Dumoulin che è bene tenere lontano dalle visite della sua famiglia. È molto infantile, molto di più della sua età. Ma ne saprete trarre profitto con la pazienza dovuta ai ragazzi.
Rimandateci dom Charles perché si prepari per l’ordinazione; ve lo rimanderò sacerdote, non lo si metta a confessare, in modo che sia meno tentato di trascurare i ragazzi. Vi sarà di aiuto almeno per la celebrazione della messe. Dom Charles potrà riportarci fr. Stanislas. Caro figlio, dom Louis in questo momento è assente, è a Chatel dove ripara un armonium,. Non ho perso di vista i vostri familiari, e, appena sarà di ritorno, appurerò se a fatto loro pervenire il nostro ben modesto sussidio. I nostri conti hanno subito un brutto colpo con la gestione di M. Goutagny. Ma grazie a Dio! Ma abbiamo fiducia e tendiamo una mano filiale alla generosa e benefica Provvidenza del Padre Celeste.
Addio, carissimo figlio, padre, fratello; voi sapete quanto vi amo in Gesù nostra vita.

 ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++



Ave Maria        14 giugno 1896

Carissimo figlio, (dom Arsène Blin)
Le vostra quaesita sono importanti; peccato che non avessi sotto gli occhi in occasione del capito e ho cercato di richiamarle a memoria ( le avevo distrattamente messe sotto altre carte ). Me serviranno come testo nella visita ai Priorati. Fin d’oggi vi rispondo sui punti principali:
1. Le gallinelle d’acqua non sono incompatibili con l’astinenza, ma lo possono essere con la povertà: dipende dalle circostanze; riserviamole per Natale e S. Antonio.
2. Nelle Regole si dovrà scrivere che non prendiamo parte ad alcuna delle associazioni in uso presso i fedeli ( S. Famiglia, ecc. )
3. Non si deve assistere ad alcuna operazione chirurgica se non per estrema necessità.
4. Nei giorni di digiuno ecclesiastico è opportuno recitare Nona e messa della feria alle 11,30.
5. Nei priorati tutti dobbiamo, salvo in caso d’impossibilità, partecipare alle tre messe conventuali di Natale.
6. Quanto deciso a Mannens riguardo alle messe conventuali della festa per i giorni di digiuno ecclesiastico si deve estende ai tutti i priorati.
7. Nelle chiese parrocchiali, le commemorazioni e i suffragi, essendo parte integrante dell’ufficio, devono la domenica essere cantati ai vespri. Abituiamo i fedeli all’osservanza delle norme liturgiche per amor filiale alla Chiesa loro madre.
8. Ogni domenica si aspergano le celle e i luoghi religiosi, continuando durate il giorno quanto non è stato possibile il mattino.
9. Al capitolo è stata regolata la questione della licenza di parlare ad mensam propter hospites. Nessuna festa dispensa dal silenzio.
10. Spesso bisogna ritornare sulla legge del silenzio al di fuori dei momenti di ricreazione e accuratamente farne oggetto di accusa al capitolo.
11. La charitas può essere concessa cum pane ad arbitrium superioris ma non nei giorni di dgiuno.
12. Non è permesso mettere latte nel caffè e nel thè, se assunti a titolo di caritas nei giorni di digiuno, anche in viaggio. La massima pro nihilo computatur non sia autorizzata da noi, il pro nihilo computatur, a mio avviso, non si applica quando vi si cerca un effetto qualsiasi, una efficacia vera e reale; il parum è veramente pro nihilo quando per esempio, si mette caffè o thè dove c’è stato del latte ecc…d’altronde si può nel caso in questione aggiungere un po’ di cioccolato nella caritas. È possibile che in ciò mi allontani un po’ dalle casistiche; ma non  me ne dispiace, il pro nihilo credo che debba essere preso con il significato che penso, altrimenti si corre il rischio di aprire la porta a cedimenti estranei alla disciplina, ciò che infatti è accaduto.
13. È molto importante che, al termine della ricreazione, sia solo il Priore o il religioso da questi designato in sua vece a prendersi cura degli ospiti.
14. I due statuti concernenti il tabacco e i liquori sono stati elaborati per essere introdotti nelle Regole e anche nelle Costituzioni. Sarebbe bene che fin d’ora siano scritti nelle Regole dei Priorati e che al momento opportuno vengano letti al capitolo prima di compieta.
Ecco, carissimo figlio, le mie risposte. Volete che dica a dom Constant che sarete voi a comunicargliele? Fin d’ora vi autorizzo a farlo, se non avete nulla in contrario. Sarei felice di vedervi! Toccate con mano i pericoli che la legalità corre in Svizzera e la necessità per cui i Priori e ogni singolo religioso vigilino. Inviatemi vostre nuove come anche dei ragazzi, caro bravo figlio che cordialmente benedico, ringraziandovi di aver richiamato la mia attenzione su questi punti.

p.s. i nostri emigranti sono partiti ieri. Don Athanase trascorrerà qui in noviziato alcune settimane, così che non ci sia nulla da ridire. Pregate per questa situazione dei novizi non priva di inconvenienti e di pericoli. Conservate queste risposte, caro figlio e anche se non subito fatene una copia che mi invierete in modo che possa mandarla ai vari priori.
(risposta ulteriore del Rev.mo Padre) quanto al latte nella caritas nei giorni di digiuno, anche se di obbligo. Il superiore può dispensare un religioso dal digiuno obbligatorio; ma qualora la dispensa non venga concessa non si deve mettere latte nella caritas.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


Ave Maria       S. Antoine 12 giugno 1900

Carissimo e bravo figlio, fratello e padre diletto, (dom Arsène Blin)
le parole che da vero religioso con cordialità mi avete inviate mi hanno molto colpito; siate fiducioso e tranquillo, pensate secondo obbedienza di ristabilire la vostra salute;  capisco che questa vi costa sacrificio perché vi priva per un certo periodo della vita della vita di comunità e della gioia dei suoi santi comportamenti. Offrite questo sacrificio per la nostra Congregazione, nel momento in cui Dio la richiama a S. Claude.
Non preoccupatevi del vostro caro Priorato e la Comunità delle Cinq-Plais. Ho accordato l’interim a dom Louis Ferrey. Colà c’è bisogno di uno che possa confessare e far fronte alle eventualità che si potrebbero presentare. Ho scritto a mons Déchelette per chiedere i poteri per dom Louis. Quanto a voi, caro figlio, seguite attentamente e senza scorciatoia il regime e la cura, che, spero, vi libererà da questo male persistente.
Mio caro figlio dom Paul vi darà altre informazioni. Vi dirà che per il momento dal Canada non ne abbiamo, salvo il fatto che sono molto dispiaciuti che io non vi sia potuto andare. Per quanto mi riguarda devo essere veramente riconoscente delle cure e dell’affetto profondamente filiale dimostratomi da voi e dai vostri fratelli del Priorato.
Addio, caro figlio; benedico il vostro viaggio e il vostro ritorno, exitum et introitum tuum. Pregate per me a S. Martin e nei diversi santuari, affinché possa terminare la mia corsa conformemente alla volontà divina e per il bene dei fratelli; ricordatemi anche presso quelle persone che hanno la bontà di ricordarsi ancora di me.
Sapete che mons. Vigourel ha promesso di venirci a trovare. Ancora una volta addio di cuore in Gesù.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


Ave Maria       S. Antoine 3 febbraio 1901

Carissimo figlio, (dom Arsène Blin)
ho deciso di recarmi a Roma; sarò assente almeno per tre settimane. È giunto il momento che faccia visita a questa cara casa, che mi presenti al Cardinal Protettore e che conosca il personale delle Congregazioni che non è più quello al momento delle mie prime visite. Visiterò e pregherò anche i Santi per tutti noi. Non preoccupatevi, caro figlio, per l’amministrazione; al mio ritorno farò presente e spero bene di obbligare mons. Delavenna a presentare i suoi conti. Credo che avremmo da pagare non poco. Dovremmo prendere in considerazione se sia meglio dare in pegno o vendere qualcuno dei poveri gioielli che abbiamo. Monsignore che ci apprezza, non ci abbandonerà. Ma soprattutto sarà Dio a sostenerci. Con affetto addio, vi benedico tutti.

p.s. sono stato io stesso a mandarvi i candelieri, si troverà il modo come sistemarli,e, non sarà un grande inconveniente, il portarli ogni volta in chiesa per le solennità. Con qualche accorgimento in situazioni assai rare, tutto procederà per il meglio. Addio, carissimo figlio, pregate per me.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


       Roma, Zucchelli, 16 febbraio 1901

Carissimo figlio, (dom Arsène Blin)
conservate per la vostra casa i 500 franchi di mons. Guillaume. Al momento di lasciare S. Antoine ho ricevuto i conti di mons. Delavenna; dom Marie Augustin li ha controllati; sono molto salati; al mio ritorno, provvederò, e credo che per liberarci da ciò sarà necessario pagare un bella somma ( per la quale venderemo alcuni gioielli che mio fratelli ha ancora ). Ma quanto meno ottenere che ponga fine alla sua gestione ( che pagheremo molto cara ) liberandoci dai reclami degli affittuari con cui ha trattato, in modo particolare dal giardiniere. Ho scritto a M Delavenna che a causa della mia partenza sono costretto a rinviare al mio ritorno le mie risposte e le mie osservazioni. Carissimo figlio, anch’io come voi penso che dovremmo lasciar partire F. Lessard per il suo paese. Ne riparleremo al mio ritorno; forse domanderà di ritornare in Canada con me o dom André. Lo lasceremo andare; ma preferirei che l’iniziativa partisse da lui in modo da eliminare ogni pretesto per ulteriori rimpianti. Forse dom Paul potrà servirsene come converso ( o come chierico minore del tutto operi bus mancipatum, ciò che lui stesso prenderà in considerazione ).
Mio bravo figlio, che Dio benedica il mio viaggio. Fino a questo momento tutto è stato una benedizione per il nostro Istituto come per me. Mettiamo piede o piuttosto radici qui. Dio sia benedetto. Prega affinché a causa dei miei peccati non sia di ostacolo a questi benefici, che ammiro. Vi parlerò di tutto questo. Perso di essere di ritorno per la seconda settimana di quaresima. Forse farò una scappatina in Sicilia dove il Vescovo di Monreale mi ha invitato per parlare della pubblicazione del l’Eglise, che ha tradotto in italiano; sarà una questione di pochi giorni e di modica spesa.
Cordialmente addio, vi benedico. Bravo figlio, badate alla vostra salute. Qui fa un freddo eccezionale. I nostri religiosi sono di esempio per il loro comportamento.

p.s. dobbiamo avere per la Santissima Vergine una devozione sempre più amorosa.  

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++



Ave Maria
(a dom Arsène Blin)      Roma 23 febbraio 1901


Credo che abbiate ricevuto la mia ultima lettera. (segue nome grattato) ha bisogno di essere trattato con grande affetto; tutto otterrete parlando al suo cuore; dico tutto, ma non tutto in una volta. Ci vuole tempo, comprensione, riguardi verso un ammalato e un convalescente fin tanto che non recuperi la forza e la salute. Parlate sempre al suo cuore e se dovesse ricadere rinnovate gli sforzi senza mai scoraggiarvi. Concedetegli le dispense che chiede. Fatelo presente a chi è cellerario. Ho del tutto tolto in modo assoluto il caffè che antecedentemente veniva allungato, e poi, sostituito con il caffè d’orzo e ho vietato alle suore di distribuirne, almeno che sia l’infermiere in caso di malattia o l’albergatore (dom Avit) per gli estranei. Non cederò. Che Dio ci aiuti! Ma è necessario che ogni religioso accetti di mortificarsi volentieri e non per costrizione.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

 
Ave Maria       S. Antoine 26 ottobre 1901

Carissimo figlio, (dom Arsène Blin)
prendete tempo con dom Paulin; sono del parere che lo dobbiamo puramente e semplicemente restituire alla sua classe dove operava bene. Durante la mi visita regoleremo la questione insieme; in attesa i provvedimenti che ritenete prendere perché dom Sebastien gli sia d’aiuto sono cosa buona. Questo ragazzo è poco generoso e la sua immaginazione porta a scegliere ciò che gli reca piacere. Volentieri si creerebbe un angolo di vita secondo i suoi gusti e lo considererebbe una necessità. In questo momento della sua esistenza può ancora ricevere una buona spinta, essere illuminato riguardo alle sue illusioni e essere guidato sulla strada della verità religiosa e della santità cioè sul cammino della Croce. Porterò dom Paul Benoit a S. Claude, sperando che colà Dio ci sarà di aiuto in questa opera di salvezza. Gli scrivo alcune righe, ignorando le cose gravi che vi addebita, spinto dall’avversità che prova per non veder realizzati i suoi meschini sotterfugi.
Riguardo all’impressionabilità infantile di cui mi parlate a riguardo dei nostri religiosi (tra quelli che abbiamo formato) è un argomento sul quale voglio che d’ora in poi durante il noviziato venga con insistenza richiamata l’attenzione di questi giovani; devono essere scudati contro questa tendenza che l’esperienza ha messo in evidenza. Per questo vi invio la circolare del 1891 che mi sono proposto di rileggere loro. Deve occupare il primo posto nel regolamento delle visite. Mettete al corrente i vostri religiosi che l’ho fatta stampare, in modo che ciascuno ne possa vere una copia; potete anche farla leggere in capitolo. L’ho scritta sotto un’ispirazione particolare e la luce dello Spirito Santo.
Addio, carissimo; non ho il tempo per scrivere a fr. Benoit. Ditegli che serenamente aspetti la visita di dom Benoit e la mia.
Mi preoccupa il vostro piccolo numero. Dio vuole, che al momento stabilito, la comunità di S. Claude ritrovi la sua importanza per il servizio dei Santi. Cordialmente addio, carissimo figlio, che condividete le mie preoccupazioni e mi siete di aiuto nel portarne il peso. Sia benedetto Dio! Ci chiama a conformarci al suo pensiero, nello spirito di preghiera e di penitenza, nelle sante osservanze del nostro Istituto che ad esse si ispira. È per questo che abbiamo avuto assistenza da parte dei nostri benefattori, e cedendo noi li derubiamo. Le comunità decadute nell’ultimo secolo, e tra costoro anche i canonici e i monaci di S. Claude, aveva fatto questa ruberia in tutta la Francia e hanno attirato sulla loro testa la grande calamità della rivoluzione.
Addio vi benedico, carissimo, carissimo figlio.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


Ave Maria       Abbaye de S. Antoine 13 maggio 1902

Carissimo figlio e buon padre, (dom Arsène Blin)
scrivo a Lyon perché dom Sébastien venga da voi per la Pentecoste. Caro amico, è con insistenza che continuo a chiedervi di mandare ogni tanto (e anche più spesso) dom Martin alla Maîtrise…. I nostri giovani devono abituarsi a condurre in porto contemporaneamente studi seri e sorveglianza. Così si fa sempre in molti collegi dove la sorveglianza richiede un maggior impegno che non presso di noi. I nostri giovani religiosi devono evitare di prendere in ciò la piega di dom….che una volta preso dal suo studio non è capace di occuparsi di qualcosa d’altro. Bisogna in un medesimo lasso di tempo essere capaci di occuparsi di diverse cose. All’ università quanti maestri di studi felici di procurarsi del pane con questo lavoro si danno da fare per preparare l’esame per la licenza! I religiosi devono essere da meno? Capisco che all’inizio si possa provare una certa difficoltà; ma l’abitudine e la necessità per la gente del mondo, come la buona volontà per i religiosi porteranno al successo. Bravo figlio, vi abbraccio e in Gesù di cuore vi benedico.

p.s. un fraterno ricordo al signor Leroux.  Le sconsideratezze dottrinali di cui vi ha messo al corrente è, purtroppo, un male che ogni giorno diventa sempre più ripugnante; un pericolo per la fede delle anime sacerdotali.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


Ave Maria       Abbaye de S. Antoine 28 maggio 1902

Carissimo figlio,  (dom Arsène Blin)
sono perfettamente d’accordo di prendere in prestito 16.000 franchi; è vantaggioso farlo per un lungo periodo, sarà dunque per 75 anni, avendo sempre la possibilità di rimborsare tutto o parte del capitale preso in prestito, si hanno vantaggi e nessun inconveniente se preso a lunga scadenza; in questo modo dovremo versare 717,44 franchi all’anno. Inviatemi la procura perché vi apponga subito la firma; è preferibile che vi conceda la delega piuttosto che sia io a recarmi a Lons-le-Saunier.
Caro figlio, ha disapprovato il viaggio sconsiderato di dom Alexandre; ho imposto una penitenza sia a lui che al Superiore di Roma che lo ho permesso o meglio tollerato ( si dà il caso di permessi estorti che non diminuiscono la responsabilità di coloro che li ottengono). Per evitare che un tale viaggio diventi  un precedente ( 400 leghe per un funerale ) ho ritenuto opportuno far presente a tutta la Comunità il mio disappunto; è bene che voi stesso vi facciate mio portavoce presso quelli di S. Claude. 1°) cosa contraria allo spirito di riservatezza dei religiosi. Prendiamo parte al dolore delle nostre famiglie, ma per mezzo di lettere ( ciò che a volte consola più della nostra presenza ) quando le circostanze, la lontananza o la decisione dei Superiori ce ne vietano la presenza. I Superiori dei Gesuiti, dei Redentoristi e di Comunità serie non autorizzano tali spostamenti se non in casi particolari, soprattutto se molto distante. 2°) cosa contraria alla povertà ( un secolare povero non avrebbe fatto il viaggio da Roma a S. Claude per un tale circostanza ). Nel caso in cui sia la famiglia o altri ad assumersene le spese, noi non dobbiamo accettare offerte per cose di lusso, cioè cose che solo i ricchi possono permettersi.
Ho scritto a dom Thomas dicendogli che la sua è una lettera da vero religioso e che testimonia una religiosa obbedienza e sufficiente indifferenza soprannaturale. Addio, caro figlio, e copiose benedizioni.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


Ave Maria        Morez. Jura  1 gennaio 1914

Carissimi fratelli e figli (dom Arsène Blin e dom Ignace Delavenna)
È qui ( sulla strada per  S. Claude con l’intento di portare i miei e vostri saluti a S.E il  Vescovo ) che ricevo la vostra affettuosa lettera e i saluti cordiali di voi veri figli, qui dove mi ha bloccato un attacco di gotta improvviso e che mi auguro scompaia rapidamente per potermi poi recare a Rotalier; saluti che ricambio e nel mio vecchio cuore potete leggere i sinceri oltre che affettuosi legami che Dio ha stabilito tra noi per mezzo della nostra vocazione. Queste le mie vicissitudini, carissimi.  A S. Maurice, aggiustamenti importanti e costosi: progetto di ritiro a Torny; difficoltà per un tale progetto; possibilità di un posto, non più a Champs des Martyrs di S. Maurice, ma al vecchio Hospice per i pellegrini dell’Abbazia; viaggio progettato insieme al Vescovo di Bethléem (abate di S. Maurice) rientrato per l’occasione da Roma. In questo modo Dio, dopo aver lasciato Andora, mi fa partecipare al mistero di Gesù bambino che lascia Bethléem per l’Egitto senza un luogo stabilito e più tardi, all’inizio della vita pubblica, lascia Nazareth senza avere dove riposare la testa. Fate in modo, carissimi, che possa rispondere a questa grazia di conformarmi a Gesù, sotto la protezione dell’Immacolata Concezione. Ero andato a Lyon per la festa di Natale, in seguito passando per l’abbazia di Dombes, stavo incamminandomi  verso S. Claude, ma sono stato costretto a fermarmi qui. A Essards mia cugina Antoinette Jobez, a Rotalier mia nipote Juliette Gréa vogliono che le si raccomandi alla reverenda madre Gabrielle de Jésus, a cui porgono i loro auguri e chiedono di pregare per loro. Da parte mia vi prego di porgere alla reverenda madre superiora e a tutta la vostra santa comunità di l’Assomption i miei saluti, la richiesta di preghiere per le prove che Dio permette per l’adempimento dei suoi desideri riguardo alla santa opera che fu e resta sua opera e nostra santa vocazione: la vita canonicale conforme, secondo il decreto del Papa Pio IX, quoad substantiam alicui veteri Canonicorum Regularium Instituto, cioè : 1°. Vita religiosa e monastica per il clero diocesano e non più soltanto per quello extragerarchico e ausiliare; 2°. Vita liturgica, nihil praeponatur; 3°. Vita di penitenza secondo la tradizione. Non ho nulla aggiunto a queste sante tradizioni. Non sono un fondatore di un nuovo Istituto; ma ho solo cercato e messo insieme gli innumerevoli lumi della storia e dei monumenti dei nostri Padri. Mons Sevin di ritorno da Roma mi ha detto che si respira aria di grande benevolenza; la luce comincia ad apparire (confidenziale). Mi ha convinto di scrivere a p. Masquilier per chiedergli  se sia adesso o quanto prima possibile presentare una domanda non di revoca dei decreti ottenuti da quelli del Gianicolo, ma di separazione per coloro che desiderano conservare e ritornare allo stato precedente. Presenterò una tale domanda al R.P. Masquilier e vi comunicherò la risposta. Nell’attesa, qualunque siano i tempi che Dio fissa o permettere, restiamo nella preghiera, nella fiducia, nella fedeltà, nell’abbandono e nell’amore. Carissimi, un grande affetto mi lega a voi; faccio mie le vostre prove, come voi le mie. Preghiamo. Ottenetemi una santa morte nella fedeltà incrollabile e nell’amore per la Croce. Vi ringrazio cordialmente per le notizie che mi comunicate; il bravo fr. Luigi potrebbe esser tratto in inganno dalle frottole che circolano al Gianicolo ( dom Mourey ha scritto a Santona che sono più affezionato alle mie idee che all’autorità della Santa Sede, ecc…sempre lo stesso argomento che sono un illuminato) questo si risolverà un po’ alla volta; fr. Antonio è più espansivo di fr. Luigi e di più spiccata perspicacia. Addio, vi benedico cari dom Arsène, dom Ignace, con tutto l’affetto che sapete.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


Ave Maria        N.D. de Sept-Font 12 settembre 1915

Carissimo, carissimo padre e fratello, (dom Arsène Blin)
grazie per i saluti che nella dispersione e nell’esilio il vostro fedele cuore mi porge, in questa festa che ci univa  in filiale Assemblea presso la nostra Madre Immacolata e  univa a questa gioia il ricordo e l’intercessione del mio celeste protettore. Tutto questo ci verrà di nuovo restituito. Bossuet ha scritto: “quando Dio vuole che un’opera sia completamente nelle sue mani, riduce tutto all’impotenza e al nulla; poi opera”. È questo il mistero e la continuazione della nostra prova; era necessario perché potesse risplendere l’agire di Dio secondo il suo disegno affidato alla grande debolezza umana delle nostre povere persone. Ne scorgiamo la fine; e sarebbe con tutta probabilità già arrivata, se le ferie non avessero a Roma sospeso ogni attività. Sono in attesa della convocazione da parte del Cardinale di Lyon, non appena avrà ricevuto la risposta alla sua domanda, incisiva per i motivi esposti e per la grande autorità che ha a Roma. Aprirà la strada nella quale in seguito si introdurranno i Seguaci che condividono le sue idee: Arras, Cambrai, Malines, S. Boniface, e altri ancora. Nell’attesa dico ai miei figli: mettiamo in attesa nella potenza della preghiera e nella fiducia. Siamo venuti a conoscenza della volontà di Dio con la nostra vocazione; non si smentisce mai, ma in caso di infedeltà alla sua chiamata, trasferisce la grazia ad altri più fedeli. Imploriamolo umilmente perché ci armi del suo amore contro i pericoli e gli ostacoli, di accettare per sua grazia l’omaggio della nostra ferma risoluzione, di vivere e di morire nella nostra semplicità; moriamur in semplicitate nostra, come diceva Giuda Maccabeo. Carissimo, carissimo, aiutatemi nell’essere fedele, essendo così vicino all’eternità. Raccomandatemi presso le vostre sante e ferventi anime di cui siete il pastore. Ho avuto la gioia di vedere p. Ignace, di passaggio da S. Amour a Rotalier. Ho ricevuto eccellenti notizie da dom Raux e dalle anime sacerdotali che sono in attesa di entrare una volta che la porta verrà aperta. Queste sante aspirazioni sono la testimonianza che Dio ci è vicino. Affettuosamente addio, caro e carissimo preghiamo incessantemente insieme per sostenerci nella grazia della nostra vocazione che ci accomuna. Che Dio ci venga incontro nella nostra debolezza per la sua gloria e la nostra salvezza. Affettuosamente addio. Al più presto vi invierò in tutta confidenza il testo della domanda del Cardinale.

p.s. quello che mi riferite sulla condizione pietosa riguardo ai libri ad Andora mi mette in grande apprensione. Come mi riferite né dom Claude, né dom Raphaël possono farci nulla. Vi è un solo rimedio; è possibile? Bisognerebbe che , trovando un sostituto per alcuni giorni a S Dalmazzo, siate voi stesso a recarvi colà, carissimo padre provvedete a questo. Penso che, con l’aiuto di qualche ragazzo dei fratelli (senza dubbio non si rifiuteranno) per il trasporto, potrebbero bastarvi due o tre giorni. Che ne pensate? Potreste dare ai fratelli in cambio qualche opera, che non ci serve o quasi. Ci sarebbe bisogno, come dite, di un luogo sicuro, da voi scelto con la loro collaborazione.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++


Ave Maria      Baudin par Sellieres. Yura 27 aprile 1916

Carissimo, carissimo, (dom Arsène Blin)
abbiamo celebrato io e dom Michel con tutti gli accorgimenti, per quanto possibile, la settimana santa, negli ultimi giorni ci ha raggiunto il nostro caro dom Ignace in licenza. Ho incontrato sua Eminenza di Lyon, che a Roma ha fortemente lavorato per la nostra resurrezione. Ha messo al corrente i Cardinale che si riuniranno in assemblea ( la questione è affidata alla riunione dei Cardinali della Sacra Congregazione, questo comporta nuovi ritardi ). Dobbiamo ancora aver pazienza in una incrollabile fiducia nella volontà di Dio che conosciamo. Dom Delaroche se la cava sempre più a parole; sempre lo stesso ritornello, vita impossibile, vite distrutte, ecc, ecc… ma il terreno sul quale fondiamo insieme a Sua Eminenza la nostra resurrezione, è una creazione totalmente distinta dal Gianicolo e che non lo riguarda affatto. La Regula Parva di dom Raux è molto diffusa e lo sarà ancor più per opera di Sua Eminenza di Lyon; questa infatti pone stabili basi alla nostra iniziativa, iniziativa episcopale e locale, del tutto diversa dalla Congregazioni moderne extragerarchiche dei missionari. S. E. l’approva e se ne serve con buoni risultati. Dom Raux ha avuto con dom Lolli uno scambio di lettere molto importante di cui vi invierò una copia. Dom Lolli, nell’ignoranza generale, è perfettamente al corrente della natura dell’Istituto canonicale. S. E. di Lyon ha informato e messo al corrente i Cardinali Azevedo, Serafini (Prefetto emerito), Billot, Falcondo (Prefetto emerito) cioè la maggioranza della Congregazione. Con tutta probabilità io stesso scriverò loro o farò scrivere dai Cardinali Luçon, de Cabrières (se mi sarà possibile scrivergli) N.N.SS. de Moulins, d’Arras, de Valence. Dovremmo avere un operatore direttamente a Roma per sollecitare, rispondere ed intervenire. Dio provvederà e supplirà. Buoni e santi Alleluia; fate pregare per me, per noi la vostra santa comunità dell’Assomption alla quale porgo i miei auguri più sinceri e religiosi di buone feste pasquali. Con affetto.

p.s. dom Michel vi porge un fraterno Alleluia. Dom Raux, sotto l’ammirevole protezione di S. Benoit Labre, ha celebrato la Pasqua insieme ai suoi due chierici e i suoi allievi. Dom Louis-Marie, Montluel, ministero molto faticoso, è stato molto male per una crisi acuta di diabete. Si è ristabilito.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++







Torna ai contenuti | Torna al menu