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capitolo generale - canonici regolari

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la comunità



CANONICI REGOLARI DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE
CAPITOLO GENERALE


La gioia della consacrazione canonicale, profezia per il mondo.
ROMA 2018
25 giugno – 6 luglio



COMUNITÀ E RELIGIOSI CRIC

ITALIA
R O M A
CASA GENERALIZIA P. Riccardo Belleri
P. Giampaolo Tortelli
P. Giorgio Giovannini
P. Tarquinio Battisti
Fr. Erasmo Fierro
PARROCCHIA REGINA PACIS P. Livio Rozzini
P. Serafino Ciardi
P. Luigi Franchini
PARROCCHIA SAN GIULIO P. Dario Frattini
P. Bruno Rapis
PARROCCHIA NATIVITÀ DI MARIA P. Francesco Tomasoni
P. Lorenzo Rossi
P. Stefano Liberti
P. Angelo Segneri

MONTICHIARI (Brescia)
(Istituto e Parr. Maria Immacolata) P. Rinaldo Guarisco (parr. Maria Immacolata)
P. Giambruno Chitò
P. Bruno Boventi
P. Giovanni Ziglioli (parr. Maria Immacolata)
VOLTA MANTOVANA(Mantova)
(Parr. S. Maria Maddalena) P. Agostino Panelli
P. Italo-Andrea Sorsoli
P. Giuseppe Beffa
P. Giorgio Ongaro

BRASILE
BRAZABRANTES (diocesi Goiania)
(Seminario S. Monica) P. Fiorenzo Bertoli (vic. S. Geraldo)
P. Clemente Treccani (parr. S. Geraldo)
P. Silvio Zurawski  (parr. S. Giov.Batt.)
P. Renato da Silva (vic. S. Geraldo)
SANTO ANTONIO (diocesi Goiania) P. Giuseppe Chiarini (parr. S. Antonio)

PERÙ
P I U R A (dioc. Piura y Tumbes))
(Casa S. Augustin) P. Rediberto Lazo
Fr. Kelvin Ipanaqué

PUEBLO NUEVO DE COLÀN P. Alvaro Carpio (parroco)
(Parr. S. Cuore) P. Victor Cruz (vicario)

TAMARINDO
(parr. S. Domenico) P. Luis Enrique Serra (parroco)

LIMA
(casa Adrian Gréa) P. Cesar Schwarz

N.B. P. Ulises Perez esclaustrato non ha voce attiva né passiva.

C A L I F O R N I A – U S A
SANTA PAULA (dioc. Los Angeles)
DOM GRÉA HOUSE P. Thomas Dome
p. Christopher Reeve
Fr. Roger Proulx (fratello laico)
Fr. Emil Palafox (fratello Laico)
PARR. ST  SEBASTIAN P. Pasquale Vuoso (parroco)
P. Charles Lueras (amm. N.S. Guadalupe)
p. Taddeo Haynes (vicario)
(…………………….……….) P. William Ustaski

FRANCIA
CHARROUX (diocesi Poitiers) P. Bernard Loy
POITIERS (casa riposo) P. Alexandre Simon
Fr. Louis Saulnier (fratello laico)
SAINT-LO (diocese Coutances) P. Lucien Aubert

INGHILTERRA
DAVENTRY (diocesi Northampton)
(Parr. S.Augustine’s) P. James Cassidy (parroco)
P. Allan Jones (vicario)

CANADA
MONTREAL
(parr. S. Catherine de Sienne) P. Bruno Mori (vicario)


DOCUMENTI FINALI

Lettera del Superiore Generale a conclusione del Capitolo
Roma 6 luglio 2018

Carissimi Confratelli CRIC,
a conclusione dei lavori del Capitolo 2018, vorrei esprimere alcune brevi considerazioni da estendere a tutti i confratelli della comunità Cric, per iniziare insieme questo nuovo cammino alla luce delle linee emerse e pubblicate nel documento finale.
Innanzitutto esprimo la mia gratitudine ai membri del Capitolo per la fiducia che mi hanno accordato, essendo consapevole dei miei limiti e insicurezze, ma sperando di affrontarli con serenità e generosità insieme al nuovo Consiglio Generale e, soprattutto, con la forza dello Spirito Santo.
Un grazie speciale a padre Riccardo Belleri per i dodici anni di Superiore Generale che ha per il lavoro svolto e per la grande disponibilità e amore che ha manifestato per la nostra comunità e verso tutti i confratelli.
Il Capitolo è stato preparato dal Consiglio Generale precedente con un Instrumentum Laboris distribuito da tempo a tutti, sul tema: “La gioia della consacrazione canonicale, profezia per il mondo”. Le suggestioni dei confratelli, frutto di un confronto fatto nelle diverse comunità locali, sono state presentate attraverso le relazioni degli Animatori Territoriali.
La settimana precedente il Capitolo abbiamo trascorso a Roma alcuni giorni di fraternità e preghiera ai quali hanno preso parte un buon numero di confratelli. Son stati giorni intensi guidati da alcune conferenze sulla figura e sul pensiero di S. Agostino, presentate da padre Gabriele Ferlisi, già Superiore generale degli Agostiniani scalzi, al fine di immetterci in un clima di ascolto e confronto per il bene della comunità.
Durante i lavori del Capitolo ho respirato molto positivamente un clima di serenità, ascolto paziente e confronto. L’analisi delle situazioni e problematiche di ogni comunità e di tutto l’Istituto è stata fatta, anche se nelle divergenze di posizioni e interpretazioni, con un senso di responsabilità, arricchendo gli altri dei propri pensieri, idee, prospettive, con una esposizione serena, e con convergenze finali trascritte sul documento. Questo modo di lavorare mi ha confermato la passione che ognuno sente nei confronti della nostra comunità e del nostro carisma, l’interesse e il vivo desiderio affinché la comunità possa vivere la propria testimonianza in maniera più autentica. Penso che questo sia il primo passo per ripartire nel nostro cammino.
I contenuti del documento finale prendono spunto dal lavoro fatto in precedenza e si configurano come impegni urgenti da vivere nella nostra vita consacrata, dapprima in modo personale, poi all’interno delle nostre comunità locali, tenendo sempre fissa un’apertura profetica verso il mondo di oggi e la gente che incontriamo nel nostro ministero pastorale.
Il Capitolo ha scelto di affidare la responsabilità di procedere all’attuazione pratica delle delibere capitolari al Consiglio generale e a una Commissione di confratelli che verrà istituita ad hoc. Tutte le proposizioni del documento finale sono per noi normative e ci accompagneranno in questo sessennio che ora si apre, ma probabilmente anche dopo, trattandosi spesso di affermazioni di principio permanentemente valide per noi CRIC.
Fermo restando ciò, seguendo le indicazioni emerse nel Capitolo generale, ritengo di porre l’attenzione nel primo triennio soprattutto sulle seguenti delibere del documento finale:
• n. 1 e 3, a proposito della spiritualità personale e di comunione;
• n.  8 e 9, riguardo proposte concrete di azione pastorale comunionale e la necessità di conoscenza e incontro con il mondo, o meglio “i diversi mondi” nei quali viviamo;
• n. 11 e 12, relative specialmente all’attenzione da rivolgere al mondo giovanile, anche tenendo conto delle indicazioni che ci giungeranno dal prossimo Sinodo di ottobre 2018.
Il Consiglio Generale Allargato, che segnerà una tappa intermedia di questo sessennio, sarà l’occasione per verificare, comunitariamente, l’attuazione delle direttive del Capitolo.
Come ho ricordato nell’omelia: “La sinodalità è espressione di una Chiesa in missione, apostolica, estroversa, protesa con amore al bene dell’umanità, desiderosa di portare a tutti la forza generativa del Vangelo… è il camminare insieme di tutto il popolo di Dio, un camminare che avviene dentro la storia degli uomini, in comunione con il Cristo vivente e in ascolto dello Spirito santo…”(Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia – Omelia della s. messa crismale 2018).
Vorrei che questo stile fosse anche quello di tutti noi consacrati, in servizio umile per una vita religiosa vissuta attraverso l’esercizio del discernimento, in ascolto delle aspettative e delle problematiche di tutti i confratelli, per una testimonianza di vita gioiosa, in un mondo desideroso di vedere testimoni autentici del vangelo, come dice s. Agostino nella Regola: “Innamorati della bellezza spirituale ed esalanti dalla nostra santa convivenza il buon profumo di Cristo…”.
Al termine di questa mia prima comunicazione ufficiale a tutti voi fratelli carissimi, desidero esprimere un grazie a tutti coloro che hanno preparato il Capitolo generale 2018 e hanno contribuito allo svolgimento dei lavori nei suoi diversi aspetti: mi riferisco con sincerità a tutti i confratelli che hanno partecipato al Capitolo e, in particolare, al servizio svolto dal presidente, a quello del segretario, ai relatori dei gruppi di lavoro, agli animatori della liturgia e ai membri della Casa Generalizia, i quali hanno organizzato l’ospitalità.
Una parola ancora va spesa sulla Casa Generalizia, la quale, da poco restaurata, è la sede ufficiale della Congregazione, ma, prima di tutto, come è stato ripetutamente e con forza affermato nel corso del dibattito capitolare, deve essere da tutti considerata come la nostra casa, il cuore pulsante della vita CRIC. Proprio in quest’ottica, recependo le istanze del Capitolo, è mia intenzione qualificarla e investire decisamente su di essa, affinché, grazie all’impegno di quanti la abiteranno, possa sempre più essere punto di riferimento per tutta la Congregazione.
Che il Signore Gesù, per intercessione di Maria Immacolata, di s. Agostino e di tutti i Santi dell’Ordine canonicale, ci accompagni in questo cammino, seguendo le orme del nostro Padre D. Gréa.
Padre Rinaldo Guarisco, Superiore Generale

DELIBERE CAPITOLARI

La gioia della consacrazione canonicale, profezia per il mondo. “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19)
A l’image de l’unique Saint
«Les diverses formes de la vie religieuse que revêtent ces grandes familles d’élus sont destinées mystérieusement à reproduire en elles, et par elles dans l’Église, les traits divers de l’unique et divin modèle de la sainteté.
Dans ce dessein profond de la divine
Providence, chacun de ces Instituts, […] reçoit une mission plus haute et plus sublime, mission qui regarde plus directement Jésus Christ lui-même et l’achèvement toujours plus parfait de sa ressemblance et de sa vie dans l’Église » (A. Gréa, L’Église et sa divine constitution, p. 493).
A immagine dell’unico Santo
«Le varie forme della vita religiosa che queste grandi famiglie di eletti attualizzano sono destinate misteriosamente a riprodurre in loro, e attraverso di loro nella Chiesa, i tratti diversi dell’unico e divino modello di santità.
In questo sublime disegno della divina
Provvidenza, ogni istituto […] riceve una missione più alta e più sublime, missione che ha quale finalità il compiersi sempre più perfetto della configurazione a Cristo stesso e della sua vita nella Chiesa».

a) La gioia della consacrazione canonicale
La vera gioia canonicale nasce dall’appartenenza a Cristo, al quale aderiamo con tutto il cuore e con tutte le forze.
La vita comune è la palestra nella quale ci si esercita a crescere e a vivere sempre meglio
nello spirito evangelico.
Se la vita canonicale è il luogo dove ci giochiamo la nostra quotidiana adesione e conformazione a Cristo, il superiore ne è l’anima e il garante sempre nello spirito del carisma comune.

Alla luce delle presenti considerazioni ci poniamo i seguenti obiettivi:
1) Curare la dimensione spirituale personale (rapporto con Cristo, che ci rende profeti) e quella della paternità spirituale.
2) Riscoprire, accompagnare e verificare il ruolo del Superiore locale come custode dei fratelli, della vita comunitaria, e del carisma (cf. C. 101-102).
3) Coltivare e far crescere una spiritualità di comunione che si apra alla capacità e all’abitudine della condivisione dei cuori («Spiritualità della comunione significa inoltre
capacità di sentire il fratello di fede nell’unità profonda del Corpo mistico, dunque, come “uno che mi appartiene”, per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia», NMI 43).
4) Ricercare metodi, vie e modalità pratiche per vivere una dimensione comune spirituale
e umana.
5) Curare la dimensione carismatica della nostra vita spirituale, attingendo alle diverse pubblicazioni cartacee e digitali già disponibili, e contribuendo a esse in uno spirito di corresponsabilità.
6) Arricchire la nostra spiritualità tenendo conto delle sfide attuali, interpretando i segni
dei tempi in sintonia con la riflessione della Chiesa (es. Laudato sii, con la proposta della spiritualità ecologica).
7) Attualizzare e concretizzare la pratica comunitaria dei consigli evangelici, affinché
diventino sempre più segno profetico per il mondo di oggi, orientandosi su scelte concrete e condivise dall’intera Congregazione o almeno dalla Comunità locale (ad es. nell’ambito della povertà, ecc.).

b) profezia per il mondo
«un carisma non è un pezzo da museo, che resta intatto in una vetrina, […]. No, il carisma […] bisogna aprirlo e lasciare che esca, affinché entri in contatto con la realtà, con le persone, con le loro inquietudini e i loro problemi» (Francesco, Discorso ai partecipanti al Capitolo generale dei sacerdoti di Schönstatt, 3.09.2015).

Di conseguenza, riteniamo importante il perseguimento dei i seguenti obiettivi:
8) Crescere nello spirito di appartenenza alla Comunità CRIC assumendo comunitariamente e non individualmente le istanze che il mondo ci propone. Arrivare a proposte concrete di azione pastorale condivisa e comunionale, almeno per le comunità vicine geograficamente.
9) Dedicare uno spazio nella formazione permanente comunitaria all’ascolto e alla
conoscenza del mondo circostante, che è profondamente diverso da quello in cui siamo stati formati.
10) Avere uno sguardo attento e un cuore aperto alle periferie geografiche ed esistenziali,
accogliendo l’invito di Papa Francesco a essere una Chiesa “in uscita”.
11) Valorizzare la dimensione dell’interiorità dell’essere umano, spesso dispersa nella confusione del mondo circostante. Come CRIC, nel solco della nostra tradizione e dell’ispirazione di D. Gréa, ci impegniamo a operare per venire incontro a questo bisogno, che è forte in particolare – ma non solo – nel mondo giovanile (ad es. favorire le scuole di preghiera, l’accompagnamento spirituale, ecc.).
12) Fare nostro il forte interesse attuale della Chiesa di “accompagnare” il mondo giovanile. Il Capitolo propone questo come serio impegno per il ministero pastorale nelle nostre parrocchie.
13) Attuare un serio discernimento comunitario sulle nostre strutture (soprattutto beni immobili di proprietà della Congregazione): valutare se sia opportuno mantenerle così come sono, riconvertirle in modo più consono al carisma, oppure rinunciare a esse.
14) Valutare a livello di Comunità territoriale la gestione delle opere a noi affidate (soprattutto Parrocchie) in vista di un ridisegno che sia adeguato alla nostra configurazione numerica e funzionale all’espressione del carisma CRIC (essere segno per il popolo di Dio e il presbiterio diocesano che ci circonda).

c) “Fate questo in memoria di me”
Fare della nostra vita un’eucaristia, ossia un dono offerto per amore. È questa la forza che sostiene la nostra missione. È questa la filigrana che deve trasparire in luce nella vita consacrata: divenire offerta in unione al sacerdozio di Cristo. Così la gioia della consacrazione si apre alla profezia per il mondo.
Pensare alla nostra vita religiosa come una presenza continua dello Spirito Santo: siamo sempre immersi nello Spirito di Dio. Non possiamo vivere la missione come un qualcosa che esuli dal nostro essere CRIC, una realtà nella quale siamo permanentemente inseriti.
“Fate” implica un’azione, e un’azione comunitaria: Gesù parla ai suoi discepoli riuniti, e parla ancora oggi anche a noi CRIC. La testimonianza della nostra vita fraterna sarà tanto più feconda quanto più sgorgherà da una dimensione eucaristica.
Essere in intimità con Dio per “esserne il riflesso”: «È il mysterium lunae così caro alla contemplazione dei Padri» (NMI 54).

Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi! (Fil 4,4-9).

 
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